Sui rami nodosi di un albero spoglio,
il tempo trattiene il fiato.
Trattiene il mio corpo, fragile contrasto di carne e di tulle
ed intreccia nodi di radici e rigore.
La corteccia vigorosa mi culla,
madre antica che sorregge l’attesa,
mentre intorno la quiete si spezza.
Uno stormo improvviso si leva nel vuoto,
ali libere che graffiano l’aria e portano via il desiderio del suolo.
Con un rito antico e silenzioso,
slaccio anch’io il nodo che imprigiona la mia caviglia alla terra
e mi preparo a volare.
Sospeso tra l’aspro ed il velluto,
il mio respiro si ferma
e l’imperfezione della mia anima
diventa legera.
Leggerezza e Radici
Oana Tatar, Il suono del colore 2020
Leggerezza e Radici -DIGITAL PAINT
Un incontro intimo tra la delicatezza della danza e la forza della natura. Questo sketch digitale, realizzato interamente a mano libera pixel dopo pixel, cattura un momento di quiete sospeso nel tempo. Una ballerina, eterea e concentrata, è seduta sui rami nodosi di un albero spoglio, colta nell’atto intimo e rituale di allacciare le sue scarpette da punta
Le linee decise, quasi calligrafiche, che danno vita alla corteccia scura e vigorosa dell’albero si contrappongono alla delicatezza infinita e alle sfumature morbide del tutù e del corpo della danzatrice.
Attorno alla figura silenziosa, uno stormo di uccelli si leva in volo, amplificando quel senso di libertà, leggerezza e desiderio di staccarsi da terra che la danza porta con sé.
Nonostante sia stato creato su uno schermo, ogni singolo segno grafico conserva la spontaneità, l’imperfezione poetica e l’anima del disegno a matita o a china tradizionale. È la dimostrazione di come il pixel possa farsi poesia quando è guidato esclusivamente dalla sensibilità della mano umana.